Non siamo tutti Psicologi!!!!!

A Milano, come in molte città d’Italia e del Mondo, ad ogni angolo c’è un artista di strada che mettendo in mostra il suo talento regala momenti di serenità e di gioia ad adulti e bambini. Io li adoro e ogni volta mi fermo con mio figlio ad osservarli pensando al lavoro che c’è dietro quei minuti di performance, che siano cantanti o ballerini, mimi o giocolieri.

Ma quella domenica tra gli artisti c’era qualcuno che stava semplicemente seduto e teneva tra le mani un cartello con una scritta che più o meno recitava “ Ti ascolto Gratis”. Non vi nascondo che il mio primo pensiero è stato “ Ma chi vuoi che si sieda a parlare con uno sconosciuto…”. Neanche il tempo di pensarlo che iniziò a crearsi la coda per sedersi di fianco a quel ragazzo.

Continuo la passeggiata, ma ormai, tra rabbia e incredulità, la mia mente è focalizzata sulla scena che avevo appena visto.

Molti avranno pensato che l’iniziativa di quel ragazzo poco più che ventenne fosse lodevole.

Che ormai nell’era del 4.0 dove tutto è virtuale un ragazzo che dedica il suo tempo ad ascoltare le sensazioni, le emozioni e anche le preoccupazioni o i disagi di uno sconosciuto sia il giusto modo di oltrepassare le barriere dei social network.

Sapete cosa penso io?

Che quello ragazzo, seppur spinto da buoni propositi, non si è reso conto di quanto fosse pericoloso ciò che stesse facendo.

Perchè?

Perchè non siamo tutti Psicologi!

Dobbiamo una volta per tutte farcelo entrare in testa e dobbiamo smetterla di foraggiare la teoria pressapochista del “Secondo Me” e del “ Ma io penso che”

Scusate se il tono è particolarmente duro ma è un argomento a cui tengo particolarmente.

Pochi giorni fa è scomparso Adriano Ossicini che per più di 15 anni ha condotto una vera e propria battaglia nelle aule del parlamento per far si che la figura dello Psicologo fosse riconosciuta come professione sanitaria e che venisse istituito l’Ordine degli Psicologi. La legge n.56 del 18 Febbraio 1989 (Adriano Ossicini salvò decine di Ebrei dalla furia nazista inventandosi una malattia contagiosa col nome di Morbo di K, dalle iniziali degli ufficiali nazisti Kesselring e Kappler. Fece ricoverare gli Ebrei con una finta diagnosi salvandogli la vita).

Ora cercando di contenere la mia eccessiva emotività ed evitare, mentre scrivo, di rimanere vittima di un sequestro neurale voglio darvi tre spunti sul perché vostra madre, vostro fratello o il vostro migliore amico non possono sostituirsi alla figura dello Psicologo

1)Lo Psicologo non è il medico dei pazzi

Ancora oggi sento ripetere frasi del tipo “ Perchè dovrei andare dallo Psicologo, non sono mica pazzo” oppure “Risparmiati i soldi piuttosto che andare dallo Psicologo fatti una bella corsetta” o ancora “Macché Psicologo, sfogati e vedrai che col tempo tutto passerà”

Sfatiamo subito questo mito.

Dallo Psicologo non si va solo per seguire un percorso terapeutico dovuto ad un trauma o ad un presunto disturbo mentale. Dallo Psicologo si va anche per la propria crescita personale , per capire meglio se stessi e poter conoscere quali sono i propri punti di forza e come sfruttarli al meglio nella nostra vita. Tutte le personalità di successo che siano sportivi, politici o imprenditori hanno uno Psicologo Personale.

Per chi segue il calcio, sa che negli ultimi anni in Italia la Juventus ha dominato sulle altre squadre giocando sempre con la stessa intensità ogni istante della partita, tanto che i tifosi hanno coniato lo slogan “ Fino alla Fine”. Molti non sanno che fin dal settore giovanile la Juventus ha nel proprio organigramma un’area Psicologica in cui allenatori e giocatori allenano la loro mente in modo scientifico per ottenere la miglior performance . Ho detto scientifico perciò dimenticatevi la parola Motivatore o Mental Coach, qui parliamo di Scienza.

Se eliminiamo il pregiudizio per cui si va dallo Psicologo solo se affetti da un disturbo o una sindrome, sono certo che tutti saremo portati a lavorare su noi stessi migliorando anche la società in cui viviamo.

2) Confidenza o Consulenza

Quando confidate al vostro migliore amico i vostri problemi lo fate perché cercate un porto dove gettare l’ancora delle vostre convinzioni. Sapete già che il vostro amico vi capirà e sosterrà anche se non è d’accordo con le vostre idee. Questo succede perché fra di voi c’è un rapporto di pari, un’alleanza per la sopravvivenza sociale. Uniti si è più forti contro tutto e tutti. Dopo aver confidato al vostro amico le vostre paure o preoccupazioni ne uscirete sollevati perché finalmente qualcuno vi ha capiti. Vi prego di soffermarvi su questa frase.

Quante volte vi è capitato di pensare che i vostri genitori o il vostro partner “non vi capissero” e spinti da questo senso di non accettazione vi siete messi alla ricerca di qualcuno che potesse capire il vostro stato d’animo? E’ successo a tutti. E’ proprio questo schema mentale secondo cui l’essere capiti sia la soluzione ad un eventuale problema ha fatto si che tutti si sentano un po’ Psicologi.

Immaginate di essere in mare  e di non riuscire a ritornare a riva. In preda al panico vi mettete a gridare aiuto. Il vostro amico vi getta un salvagente. Purtroppo il vostro amico non si accorge, perché non è un esperto di tecniche di salvataggio, che quel salvagente non è correttamente tappato e che quindi mentre lo indosserete e nuoterete, piano piano, si sgonfierà con conseguenze che potrebbero rivelarsi poco piacevoli.

Immaginate ora di essere nella stessa situazione ma le vostre urla vengono udite dal Guardia-spiagge che prontamente si tuffa, vi raggiunge a nuoto, riesce a calmarvi e impartendovi delle istruzioni vi aiuta a nuotare fino a riva.

Lo psicologo è il Guarda-spiagge della vostra mente.

Conosce tutti i meccanismi della vostra mente e sa quali sono i giusti accorgimenti per far capire a voi stessi chi siete veramente e di cosa avete veramente bisogno.

Non vi capisce, ma vi aiuta a capirvi.

3)Tutti Psicologi per colpa degli Psicologi

Per troppo tempo la Psicologia è rimasta chiusa all’interno della stanza del terapeuta, ma oggi è necessario aprire la porta di quella stanza e mostrarsi a tutti.

Gli Psicologi hanno sempre creato un’alone di mistero intorno alla loro disciplina e parlato sempre in modo accademico a colleghi accademici. Il risultato che nessuno sa veramente cosa fa lo Psicologo . Il comportamento umano , le personalità, i processi cognitivi non sono tangibili come può essere una mano, un piede. Eppure tutto ciò che ci riguarda parte dal nostro cervello e di lui dovremmo prenderci cura più di ogni altra cosa.

Seguiamo diete , facciamo sport perché i risultati sono tangibili. Perchè allo stesso tempo non dedichiamo la stessa cura alla nostra mente? Perchè la consideriamo un qualcosa di astratto e la colpa è di quei terapeuti che tengono chiusa a chiave la porta della loro stanza.

Fortunatamente oggi la nuova frontiera della Psicologia ha dalla sua parte professionisti che hanno deciso di mostrarsi e di parlare alla gente. Hanno deciso di far entrare nel loro studio la platea dei social e mostrare con esempi concreti e pratici che la Psicologia non è la scuola di magia di Hogwarts, ma una vera e propria Scienza.

Penso che oggi ci sia un solo modo per far capire alle persone che non siamo tutti Psicologi e questo modo è la Divulgazione.

Nel mio piccolo questa sarà la mia missione.

 

PS                                                                                                                                                                                                                                                                                 Vi segnalo e vi invito a seguire il lavoro di divulgazione di Luca Mazzucchelli, di Gennaro Romagnoli, di Gerry Grassi , di Roberto Ausilio, di Carlo Massarutto, di Alice Salonis, di Romeo Lippi (Lo Psicologo del Rock), di Daniele Gregorio ( Sull’orlo della Psicologia), di Davide Lo Presti e sono sicuro che inizierete a vedere con occhi diversi il mondo della Psicologia.

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