Mamma forse non è colpa mia se ho perso l’aereo …

Oggi è il 19 Dicembre, avrete di sicuro addobbato l’albero di Natale, messo le lucine sul balcone, mangiato quantità industriali di panettone e sicuramente avrete rivisto anche quest’anno il film Mamma ho perso l’aereo. Se non lo avete mai visto vi prego di colmare immediatamente questa lacuna.

So cosa state pensando: Antonio ci avevi promesso un articolo sulla memoria e ci parli di cinema?

Datemi un pò di fiducia…

Il film racconta le avventure del piccolo Kevin che, rimasto solo durante le vacanze di Natale, deve difendere la casa da due maldestri ladri intenzionati a derubarlo, cosa che ovviamente non riusciranno a fare.

A noi interessano alcuni momenti delle prime scene del film e che vi aiuto a ricordare.

La sera prima della partenza accidentalmente il biglietto aereo di Kevin finisce nella spazzatura, Kevin viene messo in punizione e mandato a dormire in mansarda. La mattina della partenza, causa mancato funzionamento della sveglia, la famiglia di Kevin è in ritardo e rischia di perdere l’aereo. Tutti si preparano velocemente e corrono verso l’Aeroporto, ma ahimè dimenticano di svegliare Kevin che rimarrà quindi da solo in casa. La madre si accorgerà della mancanza del figlio solo una volta salita sull’aereo.

Ok Antonio ricordiamo il film, ma cosa c’entra con la Memoria?

Tutto, vi risponderei.

E’ tutto colpa della memoria se Kevin è rimasto a casa e vi spiegherò perché, ma è necessario fare un passo indietro e vedere in che modo memorizziamo le informazioni.

L’atto menisco si concretizza attraverso tre fasi:

 Fase di Acquisizione : entriamo in contatto con uno stimolo e lo codifichiamo attribuendogli un significato che per noi abbia un senso
Fase di Mantenimento : una fase di intervallo in cui viene mantenuta l’informazione acquisita fino a quando non sarà necessario richiamarla                                                                                                 Fase di Recupero: il momento in cui l’informazione si attiva

Si è soliti dividere la memoria in Memoria a Breve Termine (MBT) e Memoria a Lungo Termine (MLT).

La MBT conosciuta anche come Working Memory secondo Baddley svolge un ruolo chiave in diversi processi cognitivi  ed è  formata da :

Loop articolatorio : preposto al mantenimento dell’informazione                                            Taccuino Visuospaziale: preposto al mantenimento attraverso le immagini                           Sistema Esecutivo Centrale: controlla e regola l’attività dei due magazzini precedenti

La MLT invece è sua volta suddivisa in:

Memoria Semantica

Memoria Episodica

Memoria Prospettica

La memoria semantica si riferisce alle conoscenze complessive del mondo e al significato dei simboli. Faccio un esempio per rendere tutto più chiaro. Se pensiamo per esempio a Leonardo Da Vinci, tutti sappiamo chi era e cosa faceva eppure non abbiamo necessità di associare a questa nostra conoscenza delle coordinate spazio temporali e ritornare al momento esatto in cui siamo venuti per la prima volta in contatto con Leonardo da Vinci. Quindi, quando un ricordo non necessita di avere delle coordinate spazio-tempo, parliamo di Memoria Semantica

La Memoria Episodica invece consente di recuperare oltre al ricordo stesso anche le proprie coordinate spazio temporali. Facciamo un esempio. Se vi chiedessi di raccontarmi come avete conosciuto il vostro partner (maschietti fate un ripasso prima che ve lo chiedano le vostre compagne, non mi assumo responsabilità se vi mandano a dormire sul divano), mi raccontereste ogni dettaglio di quel momento compreso anche il luogo e il momento esatto in cui è avvenuto. La memoria episodica serve esattamente a questo, recuperare il ricordo con annesse le coordinate spazio temporali.

La Memoria Prospettica è costituita da un insieme di abilità che ci consentono di mettere in atto l’intenzione di svolgere un azione futura, come ricordarsi di pagare una bolletta o prendere il latte al supermercato. L’attivazione della memoria prospettica può avvenire in un preciso momento per esempio “alle 09:00 dovrò assumere un antistaminico” , in questo caso parliamo di attivazione Timed Based. Quando invece l’attivazione è legata ad un’azione, per esempio “dopo il lavoro dovrò passare dal supermercato”, parliamo di attivazione Event Based. In questo caso sarà l’azione “smetto di lavorare” che ci ricorderà di passare dal supermercato.

La memoria prospettica è quindi molto importante nel nostro quotidiano e affinchè funzioni correttamente è necessario mettere in atto contemporaneamente piu’ risorse, per questo potremmo definirla una memoria multitasking.

Ritornando al film soffermiamoci su tre elementi e tutto vi sembrerà più chiaro.

1) La sveglia che non suona è il primo event-based mancato che procura ai genitori di Kevin un forte stress psicofisico con conseguente calo delle risorse attentive e ciò li porta inevitabilmente a dimenticare qualcosa o qualcuno. Una delle maggiori cause per cui dimentichiamo è quando ci troviamo in condizioni di stanchezza. Quando siamo stanchi, infatti, i nostri sistemi attentivi ed esecutivi perdono la loro efficienza.

2)Ricordate il biglietto caduto nel cestino? 

Se il biglietto di Kevin fosse rimasto insieme agli altri avrebbe avuto un effetto che è chiamato Priming ovvero un meccanismo di facilitazione nel recuperare le informazioni. Le informazioni nella nostra memoria sono interconnesse in una rete e l’attivazione di un concetto ne attiva un altro e a sua volta un altro. Nel caso di Kevin il biglietto avrebbe richiamato alla mente del padre che il figlio stava dormendo in mansarda.

Ricordate il famoso nodo al fazzoletto?  Ora sapete perché può funzionare per aiutarci a ricordare qualcosa da fare.

3)Quando la famiglia è sull’aereo, i livelli di stress si abbassano, la stanchezza lascia il posto all’entusiasmo ed ecco che i sistemi attentivi della madre ritornano ad essere funzionali e riaffiora il ricordo.

Ora sapete che quando vi capita di dimenticare qualcosa potrebbe essere solo necessario rilassarsi e riconnettere mente e corpo e come per magia riaffioreranno tutte le informazioni, oppure potete optare per farvi un nodo al fazzoletto o riempire la casa di post-it.

 

Quasi dimenticavo……

Vi avevo promesso alcuni trucchetti utili per allenare la nostra memoria e ne parleremo presto in un articolo dedicato alle Mnemotecniche.

Se vi è piaciuto l’articolo condividetelo sulle vostre pagine social e soprattutto lasciatemi un commento o fatemi delle domande, sarò felicissimo di leggervi e rispondervi.

 

La diffusione delle Smart Drugs, pericolo o risorse?

Può capitare che gli studenti durante la preparazione di una prova d’esame si sentano particolarmente provati e ciò li spinga a cercare  qualcosa che possa aiutarli a sopportare meglio lo sforzo psicofisico a cui sono sottoposti, in particolare qualcosa che li aiuti nelle pratiche mnemoniche e di concentrazione.

Basta interrogare un qualsiasi motore di ricerca per trovarci davanti una miriade di annunci di vendita di sostanze che dal claim sembrano offrirti la NZT 48 che usava Bradley Cooper nel film Limitless (n.d.a. Limiltless è un film del 2011 tratto dal thriller tecnologico “Territori Oscuri” in  cui il protagonista assume una droga , la NZT 48, che accresce mi maniera esponenziale la sua intelligenza, creatività e capacità di apprendimento).

Ma esiste veramente una  NZT 48 nella realtà?

La risposta è No.

Esistono sostanze che possono aiutarci ma che non ci faranno imparare una lingua nuova in un’ora. Queste sostanze sono chiamate Nootropi, conosciute al grande pubblico come “Smart Drugs”.

Il Nootropo , dal greco “ cambiare l’Intelletto”, nel linguaggio medico è quel farmaco che mira a migliorare il trofismo delle cellule cerebrali e quindi anche le funzioni cerebrali e le funzioni intellettive.

Il mercato delle cosiddette droghe furbe è stato stimato intorno al miliardo di dollari l’anno e la facilità con cui possono essere acquistate tramite i siti di e-commerce fa pensare che questo dato aumenterà esponenzialmente nei prossimi anni.

In base agli effetti psicofisici che producono e in base ai componenti che stimolano possiamo individuare le seguenti categorie:

  • i nootropi colinergici : composti chimici con effetti simili all’acetilcolina. Il neurotrasmettitore acetilcolina è fondamentale per la memoria ed è utilizzata nei processi di pensiero astratto, calcolo e creatività.
  • i nootropi dopaminergici : che mimano l’azione della dopamina
  • i nootropi serotoninergici : sono sostanze precursori della serotonina e vengono usate anche nelle cure della depressione

Il fatto che tali sostanze possano avere anche componenti naturali, non deve giustificarne l’abuso, infatti non si è esenti da effetti collaterali e tra i più comuni troviamo:

  • disturbi di natura cardiaca
  • insonnia
  • irritabilità , nervosismo
  • disturbi gastrointestinali

Ma perché si ricorre all’uso delle smuri drugs?

Più che sulla loro classificazione e su come agiscono dobbiamo interrogarci sul perché continuano a diffondersi soprattutto tra i più giovani.

Dietro lo slogan che il mondo è sempre più competitivo e quindi bisogna essere sempre pronti, io percepisco in realtà un profondo e rischioso senso di inadeguatezza. Sentirsi inadeguati delle proprie capacità al punto da ricercare una possibile scorciatoia che mi possa rendere conforme agli standard del contesto in cui vivo.

Non è forse questa una forma estrema di pregiudizio? Chi stabilisce che tutti dobbiamo essere abili in egual misura ? La differenziazione è alla base dell’evoluzione della nostra specie e l’utilizzo smodato da parte dei giovani anche di sostanze nootropiche non fa altro che far implodere la società verso una nuova forma di schiavitù, dove il pensiero critico di ognuno non potrà svilupparsi se inseguiremo solo uno standard di conformità mascherato dall’ambizione e dalla competizione.

 

La Teoria degli Stadi di Sviluppo – Jean Piaget

Se vi chiedessi “Qual è stata la prima parola che ha detto vostro figlio ?” oppure “Quando ha mosso i primi passi?” sono sicuro che riuscirete a ricordare il giorno esatto e addirittura descrivere minuziosamente quel momento. A fissarlo nella vostra memoria è in gran parte merito della forte componente emotiva di quel ricordo, ma non è questo l’argomento che tratteremo oggi

Se vi chiedessi invece “Quando il vostro bambino è stato capace di fare un gioco simbolico” sono certo che non riceverei molte risposte a questa domanda.

Non preoccupatevi, è normale. Non tutti siamo Pedagogisti o Psicologi dell’Età Evolutiva, ed è per questo che oggi vorrei parlarvi di una Teoria, criticata per certi aspetti, ma che ha permesso di delineare quali sono le tappe fondamentali comuni nello Sviluppo del Bambino.

Sto parlando della Teoria degli Stadi di Sviluppo dello Psicologo svizzero Jean Piaget.  (L’American Psichyatric Association ha stilato una classifica dei 10 psicologi più influenti della storia e Piaget si trova al secondo posto, dietro Bhurrus Skinner)

Piaget fu tra i ricercatori che si occuparono di studiare come nel bambino si sviluppano le competenze cognitive. Parlando di competenze cognitive l’associazione con competenze intellettive è la prima che viene in mente, ma in realtà  facciamo riferimento a tutte  quelle abilità che permettono al bambino di ricevere un’informazione dall’ambiente , di immagazzinarla e processarla affinchè possa essere riutilizzata successivamente quando riterrà necessario.

Immaginiamo di avere davanti a noi un palazzo alto 4 piani e ogni piano ci sarà utile per imparare una nuova abilità che ci permetterà di raggiungere il piano successivo.

La Teoria degli Stadi di Piaget può essere vista in modo analogo. In ogni Stadio descritto da Piaget il bambino acquisisce una competenza  che gli permetterà di passare allo stadio successivo. E’ importante sottolineare che c’è una variabilità interindividuale nei tempi e nei modi in cui avviene il passaggio di stadio, ma non si può passare allo stadio successivo senza aver completato quello  precedente.

Vediamo nel dettaglio in cosa consistono questi passaggi e quali abilità si acquisiscono.

  1. Stadio Sensomotorio ( da 0 a 18/24 mesi) : in questo stadio il bambino affronta molti cambiamenti, passa dal non avere nessuna comprensione dell’ambiente ad eseguire sequenze e schemi d’azione. Per la sua complessità Piaget ha individuato 6 sottostadi.
    1. Stadio dell’Esercizio dei riflessi da 0 a 1 mese. In questa fase il neonato non è consapevole né di se e né del mondo intorno.  Utilizza i riflessi primari, come la suzione, in diverse situazioni.  Passa dal succhiare per nutrimento a succhiare qualsiasi oggetto. Inizia però ad applicare, usando i riflessi primari, degli schemi come quando muove la testa alla ricerca del capezzolo della madre.
    2. Stadio delle reazioni circolari primarie da 1 a 4 mesi. In questa fase il neonato casualmente scopre degli schemi , ma riesce anche a conservarli. Attinge alle esperienze delle scoperte casuali. L’esempio più utilizzato è quello del succhiarsi il dito.
    3. Stadio delle reazioni circolari secondarie da 4 ad 8 mesi. Il bambino si interessa al mondo esterno e quando scopre casualmente un’azione che suscita interesse cerca di immagazzinarla . Non parliamo ancora di intelligenza perchè abbiamo detto essere scoperte casuali. In questa fase afferra gli oggetti e li porta verso gli occhi.
    4. Stadio della coordinazione di schemi secondari da 8 a 12 mesi. Siamo nella fase in cui il vostro bambino afferra gli oggetti e li butta a terra. Lo fa perchè inizia ad essere consapevole del mondo esterno e quello è il suo modo per capire meglio l’oggetto afferrato. In questa fase acquisisce la costanza dell’oggetto fisico, ovvero un oggetto continua ad esistere anche se esce dal suo campo visivo. Ci sono anche i primi tentativi di deambulazione quadrupedica ed esplorazione dell’ambiente.
    5. Stadio delle reazioni circolari terziarie da 12 a 18 mesi . Ricerca nuovi schemi e quando ne trova di interessanti continua ad utilizzarli. Comportamenti di questa fase sono quello della condotta del supporto ( per avvicinare a se una macchinina che è su un tappetino, lo fa trascinando il tappetino a se), quello della condotta del bastone ( usa un oggetto per prenderne un altro distante dalle sue mani) e quello della condotta della cordicella ( usare una cordicella attaccata all’oggetto). Il bambino continua l’esplorazione dell’ambiente e cerca gli oggetti nascosti, ma solo se assiste ai movimenti  fatti per nasconderli. Non ha ancora maturato capacità immaginative.
    6. Stadio dell’invenzione di mezzi nuovi mediante combinazione mentale da 18 a 24 mesi. Il bambino in questa fase è capace di anticipare e prevenire le azioni. Sono ormai interiorizzate ed ha maturato la capacità di rappresentazione. In questa fase l’oggetto diventa permanente e il bambino percepisce anche il proprio corpo come un oggetto. Riesce ad immaginare i propri movimenti come se si stesse osservando dall’esterno. Iniziano gli schemi mentali.
  2. Stadio Pre-Operatorio (18/24mesi – 6/7 anni). In questa fase il bambino ha sviluppato gli schemi mentali e inizia a utilizzare anche dei simboli. E’importante ricordare che non ha maturato ancora in questo stadio la capacità di percepire il punto di vista degli altri. Secondo il bambino tutti vedono il mondo come lo vede lui. Di seguito alcuni elementi indicativi di questo stadio:
    1. L’imitazione differita: il bambino riesce a recuperare un gesto o una parola a cui ha assistito precedentemente. Questo perché si è creato un immagine mentale da poter ripetere successivamente.
    2. Il gioco simbolico : il gioco nei bambini in questa fase è fondamentale, tant’è che sviluppano la capacità di evocare una realtà rappresentata. Il bambino è capace di utilizzare oggetti di uso  comune come se fossero altro. Per esempio potrebbe portare all’orecchio una mattonino delle costruzioni e parlarci dentro come se fosse un telefono.
    3. Uso del disegno : attraverso il disegno rappresenta la realtà.
    4. Uso del linguaggio : in questa fase usa le parole per dare un nome agli oggetti.
  3. Stadio operatorio concreto ( da 7 a 11 anni ). In questo stadio il bambino sviluppa nuove operazioni mentali, il pensiero da rigido diventa flessibile. E’ capace di rappresentarsi un’azione e anche e l’inverso della stessa. Non ha ancora maturato la capacità di fare delle ipotesi, propria dell’ultimo stadio.
  4. Stadio Operatorio formale (dai 12 anni). Nella pre-adolescenza ormai è capace di utilizzare il ragionamento ipotetico-deduttivo. Crea quindi ipotesi, trae delle conclusioni utilizzando la logica. In questa fase è ormai capace di ragionare basandosi anche su concetti astratti.

Naturalmente non dobbiamo interpretare la Teoria degli Stadi di Piaget come se fosse una check-list delle abilità dei nostri bimbi, ma potrebbe essere utile ai genitori conoscere quali sono le tappe evolutive dei propri figli per accompagnarli in un sano processo di crescita.

Come sempre se vi è piaciuto l’articolo vi invito a condividerlo sulle vostre pagine e lasciarmi un commento qui sotto.