Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP)

Parlando dei disturbi della sfera evolutiva possiamo far riferimento a due diverse macro-categorie. I disturbi internalizzanti e quelli esternalizzanti.

Nei primi troviamo tutti quei disturbi i cui sintomi sono rivolti al proprio mondo interiore e spesso sono poco visibili. Rientrano in questa categoria per esempio i bambini con disturbi di tipo depressivo.

Nei secondi invece troviamo quei disturbi i cui sintomi si rivolgono verso l’esterno. Per esempio i disturbi del comportamento.

Oggi vorrei soffermarmi su una particolare patologia facente parte dei disturbi del comportamento, il Disturbo oppositivo provocatorio (DOP). Per farlo faremo riferimento a quanto riportato nel DSM-5.

I bambini affetti da tale disturbo presentano un umore collerico, irascibile, provocatorio e vendicativo. Dobbiamo dare il giusto peso ai sintomi per distinguere quelli afferenti la patologia da quelli di un normale sviluppo. Un bambino che si oppone con decisione ad un’indicazione del genitore non per forza deve essere considerato affetto da una patologia. Di contro quando i comportamenti del bambino compromettono e invalidano le relazioni sociali e familiari è sensato pensare di essere in presenza di un disturbo.

Secondo quando riportato nel  DSM-5 possiamo parlare di Disturbo Oppositivo Provocatorio quando siamo in presenza di 4 sintomi rintracciabili nelle seguenti categorie:

Umore Collerico/irritabile

  •  Il Bambino va sempre in collera
  •  Il bambino è permaloso o contrario
  •  Spesso adirato

Comportamento Polemico/provocatorio

  •  Litiga spesso con adolescenti e adulti
  •  Sfida e rifiuta le richieste da parte delle figure autoritarie
  •  Spesso irrita gli altri
  •  Spesso accusa gli altri dei propri errori

Vendicatività

  • Se negli ultimi 6 mesi sia stato almeno due volte dispettoso o vendicativo.

In genere i bambini affetti da DOP manifestano le proprie difficolta in un unico ambiente , che può essere la scuola oppure a casa. In questo caso parliamo di Gravità LieveSe si manifesta in due ambienti parleremo di Gravità Moderata, mentre se presente in 3 o più di tre ambienti parleremo di Gravità Grave.

I primi sintomi insorgono in età prescolare e molto di rado oltre l’adolescenza. I più colpiti sembrano essere i maschi, quasi il doppio delle volte rispetto alle femmine.

Quali sono i Fatti di Rischio ?

Tra i fattori di rischio possiamo annoverare :

  •  Fattori Temperamentali legati a problemi di regolazione emotiva ( difficoltà a tollerare la frustrazione per esempio)
  •  Fattori ambientali  quando nelle famiglie assistiamo a pratiche educative rigide e negligenti
  •  Fattori genetici e fisiologici  seppur non si sia riusciti ancora a individuare dei markers specifici per bambini affetti da DOP rispetto a quelli affetti da Disturbo della condotta.

Quali sono le conseguenze funzionali?

Se il DOP persiste durante lo sviluppo, i soggetti che ne sono affetti, si troveranno a vivere con un’alta frequenza conflitti con genitori, insegnanti ,supervisori, caregiver e con i propri coetanei. Inoltre sono esposti ad un maggior rischio di avere da adulti comportamenti antisociali ,diventare dipendenti e abusanti di sostanze , nonché manifestare ansia e depressione.

Quali sono le strategie terapeutiche?

Le strategie di intervento sono molteplici e sono rivolte al bambino e ai genitori, ma statisticamente risultano essere più efficaci quelle che prevedono il coinvolgimento di entrambe le figure.  Tra queste per esempio la Parent Child Interaction Therapy (PCIT).

Nella PCIT si insegna al genitore come ridurre i comportamenti negativi attraverso tecniche che pongano l’accento su rinforzi positivi. Ciò permetterà al bambino di ridurre rabbia e frustrazione e farà crescerne l’autostima. Allo stesso tempo il genitore imparerà a comunicare con il proprio figlio e svilupperà delle metodologie che saranno in grado di far comprendere ed eseguire le consegne al bambino.

Altre strategie di intervento possono essere ricercate nell’ambito dell’approccio cognitivo- comportamentale, nello sviluppo di competenze utili al bambino per interagire con i propri pari e anche interventi che spostano l’attenzione del bambino sulla morale delle proprie azioni e sulle conseguenze delle stesse al fine di prendere decisioni che risultino in linea con il contesto sociale in cui vive.