La depressione nei bambini

So che appena  letto il titolo di questo articolo siete sobbalzati sulla sedia. Ma come Antonio? Come si può associare la parola Depressione alla parola Bambino? Siamo soliti pensare che possano soffrirne solo gli adulti perché maggiormente esposti ad avvenimenti altamente stressanti e distruttivi, che li portano, abbandonando ogni manifestazione di lotta, ad una lenta agonica resa. Purtroppo anche i bambini possono essere Depressi, seppur con una sintomatologia diversa da quella che riconosciamo negli adulti. Vediamo di seguito i tratti di questa patologia.

In età evolutiva si è soliti parlare di Disturbi dell’Umore, che sono delle alterazioni della sfera affettiva-emotiva le cui manifestazioni sembrano immotivate e non regolate. Possiamo avere dei comportamenti eccessivamente elevati o eccessivamente ridotti. I più rappresentativi Disturbi dell’umore sono i Disturbi dello Spettro Depressivo  tra i  cui sintomi più comuni riconosciamo: apatia, tristezza, pianto, aggressività, autosvalutazione.

E’ molto difficile nel bambino distinguere se i sintomi depressivi manifesti siano dovuti a una normale crisi dello sviluppo o se propri di un primo stadio di una sindrome depressiva. Un bambino depresso è governato da senso di inadeguatezza e mortificazione. Vive con la paura di non essere amato e frequentemente fa riferimenti alla morte.

Un atteggiamento tipico di un bambino depresso può essere quello di chiedere frequentemente ai propri genitori se gli vogliono bene , senza riuscire a spiegare il perchè di questa sua preoccupazione.  Un bambino depresso sa di esserlo, ma non è in grado di esprimerlo in modo chiaro.

L’eziopatogenesi, come per tutti i disturbi neuropsichiatrici, è di tipo complessa e vengono chiamati in causa diversi fattori genetici e biologici, ma anche di tipo psicosociale.  Se facciamo riferimento a cause di natura biologica possiamo ipotizzare per esempio delle alterazioni del sistema limbico e alterazioni endocrine. Se ci riferiamo a cause di natura psicosociale possiamo ipotizzare ad un Trauma, ad un abuso o anche a delle carenze affettive da parte delle figure di riferimento. In ultimo bisogna tenere presente anche l’intraindividualità del bambino che potrebbe avere un’elevata sensibilità o sviluppato un attaccamento insicuro.

L’insorgenza del disturbo depressivo è legata ad un avvenimento gravemente doloroso che innesca nel bambino il senso di colpa e gradualmente, in modo progressivo, spinge il bambino a modificare il comportamento nel tempo. Pensiamo ad un lutto in famiglia o ad un divorzio. Il bambino può presentare disturbi del sonno,lamentare dolori fisici e sintomi d’ansia.  Tutti questi sintomi possono manifestarsi in momenti diversi in concomitanza o in alternanza.

Vediamo ora alcune declinazioni della Depressione nel bambino

  • Disturbo Depressivo Maggiore : va dalle due settimane ai nove mesi e in questo periodo il bambino manifesta perdita di interesse e piacere per le proprie attività ed è spesso irascibile. Può essere scambiato per una peculiarità caratteriale.
  • Disturbo Depressivo Persistente (Distimico) :  in questo caso la durata del malessere deve essere di almeno dodici mesi, mesi in cui ogni giorno il bambino manifesta il suo stato depressivo. Alcuni sintomi sono sentimenti di disperazione, scarso appetito o iperfagia, astenia.
  • Disturbi Bipolari : in questo caso differenza sostanziale è che l’irritabilità è maggiormente severa, continua e non indirizzata.

La depressione nel bambino o adolescente non è mai da considerare come nucleo unico di un disturbo , in quanto si manifesta sempre in comorbidità con altre patologie. Le più frequenti sono i disturbi d’ansia, disturbi del comportamento e i disturbi dell’apprendimento.

Per quanto riguarda invece l’approccio terapeutico dovrà essere pianificato in cooperazione tra scuola e famiglia, ma in alcuni casi può essere necessario ricorrere all’utilizzo di farmaci.

 

Wonder – Cambia il tuo modo di guardare

Wonder

Se non ti piace quello che vedi, cambia il tuo modo di guardare 

Un antico proverbio russo recita:

“Una parola gentile è come un giorno di primavera”

Il film di oggi è Wonder di Stephen Chbosky, un adattamento cinematografico del best seller di R.J. Palacio. 

Il film racconta i primi giorni di scuola di Auggie Pullman, un bimbo affetto da una rara malattia genetica, la Sindrome di Treacher Collins (La sindrome di Treacher-Collins è una malattia congenita dello sviluppo craniofacciale caratterizzata da displasia otomandibolare bilaterale e simmetrica, senza anomalie degli arti, associata a diverse anomalie della testa e del collo. Definizione da www.orpha.net) che gli impedisce di vivere una vita normale a causa dell’aspetto del suo volto deformato dalla malattia.

Auggie durante il primo anno di scuola subirà le prepotenze dei compagni di classe per via del suo aspetto, ma grazie alla sua forza di volontà riuscirà a farsi conoscere per chi è veramente e con la sua gentilezza contagerà tutti gli altri compagni di scuola.

Vediamo ora tre aspetti a cui prestare attenzione e dai quali trarre spunti per le nostre riflessioni.

  1. La paura del diverso

      Quando ci troviamo di fronte a qualcosa o qualcuno che non rispecchia le convenzioni estetiche e sociali a cui siamo abituati ci sentiamo destabilizzati. Invece di avvicinarci e cercare di conoscere cosa può esserci dietro quell’apparente diversità, ne fuggiamo e la combattiamo come un nemico da cui difenderci. I compagni di Auggie, così come tutti i bambini, che non hanno lo sguardo viziato da stereotipi e pregiudizi, riescono a superare questa paura e ci mostrano come la diversità non è altro che la percezione che abbiamo di essa.

2)   La famiglia

      Il ruolo della famiglia è centrale nella storia di Auggie. In particolare lo sono la mamma Isabel e la sorella Olivia. Nei loro atteggiamenti riconosciamo e apprendiamo la differenza fra “prendersi in carico” e “farsi carico” di una persona a noi cara che sta in quel preciso momento attraversando un momento di particolare sofferenza.

Isabel si fa carico della malattia di Auggie e rinuncia totalmente alla propria vita, trascurando l’altra figlia e concentra tutte le attenzioni verso suo figlio.

Olivia a differenza della madre si prende in carico le sofferenze del piccolo Auggie e , cercando di portare avanti la sua vita, aiuta il fratello nel suo percorso di inserimento nella società.

Quando una persona a noi cara si trova in difficoltà dobbiamo sostenerla senza il desiderio di trovarci al suo posto per sottrarla dalle sofferenze. Farsi carico delle sofferenze altrui non farà che alimentare un clima di malinconia e rassegnazione. Dobbiamo sostenere e non condividere il suo stato di malessere.

3)  Lo Spazio

     Durante il film ci sono diversi riferimenti a Star Wars e allo Spazio.  A partire dal casco da astronauta che indossa per nascondere il suo viso. Se prestiamo attenzione alla visione del film vedremo come questi riferimenti siano ricorrenti nei momenti in cui Auggie è in una situazione di disagio e di ansia. Auggie per superare questi momenti utilizza una tecnica conosciuta come “Luogo Tranquillo”. Questa tecnica consiste nel richiamare alla mente un luogo che ci restituisca delle sensazioni di benessere tali da contrastare lo stato di ansia in cui ci troviamo. Possiamo utilizzare un luogo reale o, come nel caso di Auggie, immaginario.

Sono rimasto pervaso da diverse emozioni durante la visione. Pensare come una situazione invalidante possa celare una straordinaria forza mi fa sempre sperare e credere che la felicità è sempre sotto i nostri occhi, basta cambiare il modo di guardare.

Consiglio a tutti i genitori di vedere insieme ai propri figli questo film perché può essere un occasione per insegnare  ai più piccoli come con la gentilezza si possa arrivare al cuore delle persone e che essere gentili con chi incontriamo sulla nostra strada spingerà altri e altri ancora a fare lo stesso. 

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Vi lascio con una frase di Madre Teresa di Calcutta: 

Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso.

La diffusione delle Smart Drugs, pericolo o risorse?

Può capitare che gli studenti durante la preparazione di una prova d’esame si sentano particolarmente provati e ciò li spinga a cercare  qualcosa che possa aiutarli a sopportare meglio lo sforzo psicofisico a cui sono sottoposti, in particolare qualcosa che li aiuti nelle pratiche mnemoniche e di concentrazione.

Basta interrogare un qualsiasi motore di ricerca per trovarci davanti una miriade di annunci di vendita di sostanze che dal claim sembrano offrirti la NZT 48 che usava Bradley Cooper nel film Limitless (n.d.a. Limiltless è un film del 2011 tratto dal thriller tecnologico “Territori Oscuri” in  cui il protagonista assume una droga , la NZT 48, che accresce mi maniera esponenziale la sua intelligenza, creatività e capacità di apprendimento).

Ma esiste veramente una  NZT 48 nella realtà?

La risposta è No.

Esistono sostanze che possono aiutarci ma che non ci faranno imparare una lingua nuova in un’ora. Queste sostanze sono chiamate Nootropi, conosciute al grande pubblico come “Smart Drugs”.

Il Nootropo , dal greco “ cambiare l’Intelletto”, nel linguaggio medico è quel farmaco che mira a migliorare il trofismo delle cellule cerebrali e quindi anche le funzioni cerebrali e le funzioni intellettive.

Il mercato delle cosiddette droghe furbe è stato stimato intorno al miliardo di dollari l’anno e la facilità con cui possono essere acquistate tramite i siti di e-commerce fa pensare che questo dato aumenterà esponenzialmente nei prossimi anni.

In base agli effetti psicofisici che producono e in base ai componenti che stimolano possiamo individuare le seguenti categorie:

  • i nootropi colinergici : composti chimici con effetti simili all’acetilcolina. Il neurotrasmettitore acetilcolina è fondamentale per la memoria ed è utilizzata nei processi di pensiero astratto, calcolo e creatività.
  • i nootropi dopaminergici : che mimano l’azione della dopamina
  • i nootropi serotoninergici : sono sostanze precursori della serotonina e vengono usate anche nelle cure della depressione

Il fatto che tali sostanze possano avere anche componenti naturali, non deve giustificarne l’abuso, infatti non si è esenti da effetti collaterali e tra i più comuni troviamo:

  • disturbi di natura cardiaca
  • insonnia
  • irritabilità , nervosismo
  • disturbi gastrointestinali

Ma perché si ricorre all’uso delle smuri drugs?

Più che sulla loro classificazione e su come agiscono dobbiamo interrogarci sul perché continuano a diffondersi soprattutto tra i più giovani.

Dietro lo slogan che il mondo è sempre più competitivo e quindi bisogna essere sempre pronti, io percepisco in realtà un profondo e rischioso senso di inadeguatezza. Sentirsi inadeguati delle proprie capacità al punto da ricercare una possibile scorciatoia che mi possa rendere conforme agli standard del contesto in cui vivo.

Non è forse questa una forma estrema di pregiudizio? Chi stabilisce che tutti dobbiamo essere abili in egual misura ? La differenziazione è alla base dell’evoluzione della nostra specie e l’utilizzo smodato da parte dei giovani anche di sostanze nootropiche non fa altro che far implodere la società verso una nuova forma di schiavitù, dove il pensiero critico di ognuno non potrà svilupparsi se inseguiremo solo uno standard di conformità mascherato dall’ambizione e dalla competizione.